L’ENERGIA

L’energia è uno strumento potente che il cavallo legge con estrema facilità. È un animale che possiede un’elevata sensibilità sensoriale che gli permette di capire il mondo che lo circonda. Per lui l’energia è un semplice segnale, un’informazione che elabora per determinare una risposta.

Il cavallo non è solo consapevole del linguaggio del nostro corpo, dei nostri pensieri e del nostro respiro ma anche del campo energetico che ci circonda. L’energia aiuta il cavallo domestico a decifrare l’umore del cavaliere. Il livello energetico della nostra intenzione, dettato dai pensieri e dalle emozioni, si trasforma in azione, per questo è importante gestire la nostra energia personale e la nostra emotività.

Spesso quando lavoriamo con i cavalli non siamo consapevoli del campo energetico che ci circonda ma, per comunicare meglio, possiamo imparare a essere più sensibili all’energia del cavallo, alla nostra energia e a come si influenzano a vicenda.

cavalli

In un branco di cavalli selvaggi questa capacità potrebbe essere chiamata “sesto senso”, in realtà si tratta di una trasmissione energetica d’intenzione. Se un cavallo percepisce un pericolo invia un veloce segnale al branco che reagirà in una frazione di secondo e si muoverà all’unisono. Se la minaccia è incombente, non tutti i cavalli hanno il tempo di leggere il linguaggio del corpo ed è per questo che la velocità della trasmissione energetica di un’intenzione è così importante per la loro sopravvivenza. Il cavallo legge il linguaggio del corpo, ma anche “percepisce” l’energia del leone di montagna che si avvicina. Riesce a distinguere tra l’energia di un predatore affamato e pronto a cacciare e l’energia di un predatore rilassato con la pancia piena.

L’energia che circola tra cavallo e cavaliere non è mai statica.

Se il cavallo inizia ad agitarsi è facile che anche il cavaliere si agiti, invece se è calmo anche il cavaliere si sente tranquillo. Naturalmente vale anche il contrario. Nel momento in cui il cavaliere trasmette tensione, il cavallo va in allarme. Il circuito energetico che si crea sottolinea il fatto che bisogna sempre considerare l’altra metà del binomio, il suo livello di sensibilità e reattività e l’intensità dell’energia, se è più o meno reattivo, e di conseguenza adattare e tarare la propria energia.

Per riuscire a farlo bisogna conoscere prima se stessi e poi il proprio partner.

Più facile a dirsi che a farsi, ma si impara con la pratica. Possiamo osservare il nostro corpo in diverse situazioni e in diversi momenti della giornata, quando siamo tranquilli, rilassati o arrabbiati. Possiamo notare le sensazioni, le emozioni, la temperatura corporea, come cambiano le reazioni fisiologiche a seconda del nostro stato d’animo e dei nostri pensieri. Ogni volta che riconosciamo i nostri schemi fisici, mentali ed emotivi impariamo a conoscerci meglio; ma, ancora più importante, capiamo come influenzano il comportamento del cavallo. Nel momento in cui abbiamo un controllo sulla nostra trasmissione energetica possiamo decidere consapevolmente come usarla.

LA CONNESSIONE ENERGETICA

Tutti gli esseri viventi sono circondati da un campo energetico invisibile. Secondo gli scienziati, il nostro corpo è come un trasmettitore radio che riceve e invia vibrazioni. L’energia fa parte del linguaggio non verbale e possiamo usarla per calmare un cavallo ansioso, per rassicurare un cavallo nervoso o spronare un cavallo lento.

Durante il lavoro a terra, ad esempio, per avere un segnale di “Alt” più incisivo possiamo usare il linguaggio del corpo insieme all’energia di radicamento, magari aiutandoci con le tecniche di visualizzazione. In piedi ben diritti, guardiamo il cavallo e immaginiamo di mettere un muro tra noi e lui, respiriamo lentamente e visualizziamo un flusso energetico contante e lento che parte da noi verso di lui.

cavallo e donna

Possiamo usare l’energia per definire e modificare i confini del nostro spazio personale. Se stiamo lavorando in tondino immaginiamo di avere un cerchio di energia intorno al punto vita. Se vogliamo aumentare il suo raggio lo spingiamo verso l’esterno così da creare maggiore distanza tra noi e il cavallo. Il messaggio è chiaro e significa: “Non entrare nel mio spazio”. All’inizio il cavallo potrebbe comunque oltrepassare i confini stabiliti, consideriamola un’informazione.

Possiamo così capire che dobbiamo modificare la forza della nostra intenzione, intensificare i segnali fisici, portare maggiore attenzione al respiro e alle emozioni e valutare se alzare ulteriormente il livello energetico. Nel frattempo è importante anche osservare quale energia ha il cavallo. A seconda del suo stato emotivo e mentale la nostra energia deve cambiare. Se è teso e distratto, la cosa migliore è radicarsi in un’energia calma fino a quando inizia a rallentare e ad ascoltare. Si calmerà più facilmente se l’energia che inviamo non è inquinata da emozioni negative che possono alimentare la sua ansia.

Per alzare il livello di energia non sono necessari gesti bruschi, movimenti esagerati o alzare la voce. Usare la forza è controproducente anche se alcuni cavalieri sono convinti che sia il modo più efficace per spingere il cavallo a fare qualcosa. È difficile ottenere il risultato desiderato quando muoviamo il corpo in modo energetico, agitiamo le mani o il frustone, urliamo o saltiamo, il cavallo si eccita ancora di più e può decidere di non collaborare. L’intensità dell’intenzione, l’assertività, la focalizzazione e l’allineamento emotivo, fisico ed energetico comunicano più di molti gesti enfatici.

TIPI DI ENERGIA

È utile sapere come modellare e cambiare la nostra energia a seconda dell’obiettivo prefissato, in qualunque momento possiamo passare da un’energia diretta a un campo energetico morbido fino a una sfera energetica impenetrabile.

L’energia diretta è un’intenzione focalizzata su di un punto preciso, che può essere a pochi centimetri o a qualche km di distanza. Usiamo questo tipo di energia perché vogliamo subito l’attenzione del cavallo e un’azione immediata. Si tratta di un’energia di spinta che può avere intensità diverse a seconda della resistenza che incontra. Di solito con questa energia gli chiediamo di muoversi. In piedi o seduti diritti, portiamo l’energia nel petto e la proiettiamo all’esterno verso il punto focale. Più movimento vogliamo, più forte deve essere la focalizzazione e l’intenzione.

cavallo e uomo

Il campo energetico morbido non è focalizzato su qualcosa in particolare e non ha una direzione precisa, è come una nuvola morbida che ci circonda. Questo tipo di energia si usa per avvicinarci al cavallo in paddock per la prima volta, o quando vogliamo che lui si avvicini a noi. Si tratta di un’energia di invito. Il plesso solare è morbido, non dovrebbero esserci particolari tensioni nel corpo, lo sguardo è rilassato e abbassato verso terra a qualche metro di distanza. Il respiro è profondo e costante, non ci sono conflitti emotivi interiori, il corpo è morbidamente consapevole e la mente è aperta e ricettiva. Per rendere l’approccio ancora più soft e amichevole il nostro petto non deve essere puntato direttamente verso il cavallo.

La sfera energetica impenetrabile è una bolla protettiva, dura nella parte esterna, che possiamo usare quando il cavallo cerca di oltrepassare il confine prestabilito e di entrare nel nostro spazio personale. Bisogna avere i piedi ben radicati a terra, essere diritti con le spalle aperte e immaginare di stare dentro a una bolla trasparente e impenetrabile. Si può iniziare con una bolla piccola che circonda il nostro corpo, per poi allargarla intenzionalmente verso l’esterno, rendendola più grande e dura a seconda delle necessità. Quando il cavallo impara a rispettarla possiamo ammorbidirla o eliminarla completamente.

C’è anche un altro tipo di energia che è meglio evitare. È legata all’istinto di sopravvivenza. È un’energia adrenalinica di solito accompagnata da emozioni molto intense come paura o rabbia. Con questa energia i nostri movimenti sono bruschi e violenti, c’è un senso di urgenza e le reazioni sono veloci. In generale è meglio evitarla durante l’addestramento e in generale in qualunque interazione con il cavallo.

I tempi e le modalità di risposta alla nostra energia, al respiro, alla posizione del nostro corpo nello spazio, alla nostra intenzione, alla nostra visualizzazione mentale e alle nostre emozioni naturalmente variano da cavallo a cavallo. C’è bisogno di tempo e di pazienza per conoscere bene la nostra energia e per capire come influenza il nostro cavallo, ed è controproducente accelerare i tempi perché si vogliono risultati immediati.

Vuoi continuare a leggere?  Trovi il libro su Amazon cliccando qui

“Come Comunicare Con Il Cavallo – Il Linguaggio Non Verbale Tra Cavallo E Cavaliere” è una guida dettagliata che ti accompagna passo dopo passo nell’osservazione e comprensione del linguaggio del corpo del cavallo. È un utile aiuto per chi ama i cavalli e per tutti i cavalieri che vogliono imparare ad “ascoltare” e “parlare” con il proprio partner equino.

Questo libro è stato scritto con un obiettivo: migliorare la comunicazione e il rapporto tra cavallo e cavaliere.  Viene data particolare attenzione a come il cavallo usa il corpo per esprimere i suoi bisogni, le sue emozioni, le sue preferenze e le sue antipatie.

come comunicare con il cavallo

Il libro è suddiviso in tre parti.

Nella prima parte ogni capitolo tratta dettagliatamente una parte del corpo del cavallo e come la usa per comunicare con l’ambiente che lo circonda. In modo chiaro si analizzano i segnali che invia, quali sono i possibili significati e come possiamo interpretarli a seconda del contesto e delle circostanze.

Nella seconda parte partiamo dagli stati mentali, fisici ed emotivi più comuni e come riconoscere, in ambito domestico, un cavallo aggressivo, rilassato, depresso, curioso, felice, attento, gioioso, con dolore, ansioso e impaurito. Si analizzano le diverse sfumature del suo comportamento, le possibili cause e cosa il cavaliere può fare per mantenere aperto il canale della comunicazione.

La terza parte è dedicata al linguaggio non verbale e verbale del cavaliere, come usa il corpo, a terra e in sella, per “parlare” al cavallo.  Una buona comunicazione può infatti fare la differenza in scuderia, in campo e fuori campo, solo così possiamo ridurre le incomprensioni che possono sorgere tra cavallo e cavaliere.

 

 

 

Commenti

Pin It on Pinterest